Non è che questa vignetta mi faccia sbellicare dal ridere; devo dire, anzi, che mi dà un po' di fastidio, a causa di un'eliminabile residuo di cattolicesimo che, temo, non mi abbandonerà mai: non basta abbonarsi a Micromega per liberarsi di Dio.
Ma il discorso finisce quì. Non compro il giornale oppure volto pagina e nel tempo di due minuti ho dimenticato tutto.
domenica 11 gennaio 2015
sabato 10 gennaio 2015
Il quinto monoteismo
Ieri sera mi sono lasciato coinvolgere in una discussione su Facebook. L'argomento del giorno era la libertà femminile nei paesi islamici. Senza troppi distinguo e giri di parole ho sostenuto in due righe l'intrinseca violenza dei tre monoteismi del deserto. Un altro utente, con un'uscita intempestiva almeno quanto la mia, accusa il materialismo storico, a suo dire il quarto monoteismo, di essere violento quanto l'islam e il cristianesimo. Il commentatore, infatti, ritiene che l'ebraismo sia tutt'altro che violento, vittima del bimilennario pregiudizio antisemita.
In un primo momento ho creduto che il riferimento al quarto monoteismo alludesse al mazdeismo. Il quarto monoteismo, invece, dovrebbe essere identificato col marxismo ( che sarebbe in realtà il quinto in ordine di fondazione).
L'assimilazione del marxismo, filosofia schiettamente laica, ad una religione è totalmente improprio. Questa voce dovrebbe essere sufficiente a fugare dubbi ed equivoci in merito.
In un primo momento ho creduto che il riferimento al quarto monoteismo alludesse al mazdeismo. Il quarto monoteismo, invece, dovrebbe essere identificato col marxismo ( che sarebbe in realtà il quinto in ordine di fondazione).
L'assimilazione del marxismo, filosofia schiettamente laica, ad una religione è totalmente improprio. Questa voce dovrebbe essere sufficiente a fugare dubbi ed equivoci in merito.
mercoledì 24 dicembre 2014
Un millennio fa
Nel 1981 facevo la prima elementare. L'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale la maestra, di cui naturalmente ricordo il nome e il volto, si congedò da noi con un oscuro ammonimento: " Mi raccomando non fate troppe spese". Fare la spesa per me significava andare da G***, una via di mezzo tra il negozio e il supermercato, e uscirne con le buste ricolme di generi alimentari.
Oggi la maestra *** sarebbe accusata di disfattismo. "Con i consumi che crollano - direbbero i soliti malpensanti - questa, che viene pagata con i nostri soldi, si permette di condizionare gli alunni con le sue idee...".
Insomma il Natale è un'occasione come un'altra per far ripartire i consumi, seguita dai saldi di fine stagione. Di religioso non ha nulla, né, credo ne abbia mai avuto, inutile sforzarsi di cercare l'autentico spirito del Natale: se venisse abolito i bottegai insorgerebbero ancor prima dei preti.
mercoledì 17 dicembre 2014
Quasi tutti puttane
Provo, per la seconda volta da quando ho aperto questo blog, a dire qualche parola su un libro che non ho mai letto.
Qualche giorno fa mi sono imbattuto nel libro di Annalisa Chirico, Siamo tutti puttane, pubblicato per i tipi della Marsilio. Lo avrei dovuto comprare per poter scrivere questo post con maggiore consapevolezza. Tuttavia, cercando qua e là nel web, ho raccolto qualche notizia sull'autrice, sufficiente, credo, a sopperire alla mancata lettura.
Per quale motivo la Chirico sente di dover difendere la condotta, censurabile secondo il senso comune e l'etica corrente, di donne e uomini che noleggiano il corpo al piacere altrui?
Il nostro ordinamento non vieta la prostituzione; si limita a tollerarla, case di tolleranza erano appunto denominati quei luoghi dove tale mestiere si esercitava, e a punire alcune condotte collaterali quali ad esempio l'induzione e il favoreggiamento.
La Chirico, quindi, sembrerebbe perorare la libertà di disporre del proprio corpo, di offrire prestazioni sessuali a chi è disposto a pagarne il prezzo.
Difficile ritenere che davvero una donna, salvo casi assolutamente eccezionali, si prostituisca in piena libertà, che sia una scelta professionale come un'altra. Bella di giorno, la storia di una donna borghese che si prostituisce per sfuggire alla noia coniugale è senza dubbio un capolavoro ma si tratta appunto di finzione cinematografica, evidentemente poco idonea a rappresentare la realtà.
Annalisa Chirico ha seguito il processo relativo al caso delle olgettine lamentando che le ragazze siano state trattate da colpevoli più che da vittime.
Perché tanta passione nel cercare di dimostrare che l'atto di prostituirsi è un contratto come un altro?
Proviamo a rispondere tenendo conto di alcun indizi: la Chirico scrive per il Giornale e per Panorama; il Giornale e Panorama fanno capo a Silvio Berlusconi; Silvio Berlusconi è stato coinvolto in alcune vicende di prostituzione nella qualità di utilizzatore finale. Il sillogismo non è perfetto ma suggerisce la possibilità che ad animare la penna della giornalista non sia l'ardore libertario ma il desiderio di rimanere nelle grazie del proprio potente padrone, un atteggiamento che ricorda da vicino la prostituzione d'alto bordo.
Viste le premesse, presumo che la similitudine non spiacerà alla Chirico.
Per quale motivo la Chirico sente di dover difendere la condotta, censurabile secondo il senso comune e l'etica corrente, di donne e uomini che noleggiano il corpo al piacere altrui?
Il nostro ordinamento non vieta la prostituzione; si limita a tollerarla, case di tolleranza erano appunto denominati quei luoghi dove tale mestiere si esercitava, e a punire alcune condotte collaterali quali ad esempio l'induzione e il favoreggiamento.
La Chirico, quindi, sembrerebbe perorare la libertà di disporre del proprio corpo, di offrire prestazioni sessuali a chi è disposto a pagarne il prezzo.
Difficile ritenere che davvero una donna, salvo casi assolutamente eccezionali, si prostituisca in piena libertà, che sia una scelta professionale come un'altra. Bella di giorno, la storia di una donna borghese che si prostituisce per sfuggire alla noia coniugale è senza dubbio un capolavoro ma si tratta appunto di finzione cinematografica, evidentemente poco idonea a rappresentare la realtà.
Annalisa Chirico ha seguito il processo relativo al caso delle olgettine lamentando che le ragazze siano state trattate da colpevoli più che da vittime.
Perché tanta passione nel cercare di dimostrare che l'atto di prostituirsi è un contratto come un altro?
Proviamo a rispondere tenendo conto di alcun indizi: la Chirico scrive per il Giornale e per Panorama; il Giornale e Panorama fanno capo a Silvio Berlusconi; Silvio Berlusconi è stato coinvolto in alcune vicende di prostituzione nella qualità di utilizzatore finale. Il sillogismo non è perfetto ma suggerisce la possibilità che ad animare la penna della giornalista non sia l'ardore libertario ma il desiderio di rimanere nelle grazie del proprio potente padrone, un atteggiamento che ricorda da vicino la prostituzione d'alto bordo.
Viste le premesse, presumo che la similitudine non spiacerà alla Chirico.
lunedì 15 dicembre 2014
martedì 25 novembre 2014
La beatificazione di Francesco Zirano
Sassari è in festa per la beatificazione di Padre Zirano (Sassari 1564, Algeri, 1603) che ha percorso l'ultima tappa della carriera ultraterrena prima di approdare alla santità.
Non rinnegò la fede, fu sommariamente processato e scorticato dagli infedeli: un autentico testimone del Vangelo. È giusto ricordarlo e tributargli i dovuti onori, ma è giusto e doveroso non dimenticare che durante il periodo nel quale visse Padre Zirano, tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, l'Europa cristiana si distinse per una formidabile esplosione di violenza: inquisizione, roghi, auto de fé, abiure, torture, caccia alle streghe, guerre di religione in nome di quel dio per il quale morì il francescano di Sassari. Tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo la violenza religiosa che stava devastando l'Europa fu esportata in America. Gli europei hanno sempre qualcosa da dare: oggi esportano libertà e democrazia, più o meno con le stesse tecniche con le quali ieri veniva annunciata la buona novella.
domenica 16 novembre 2014
Caro obiettore
Caro obiettore, se davvero avessi voluto evitare di partecipare ad atti medici contro la tua coscienza avresti scelto di fare un altro mestiere; oppure, se proprio la tua fosse stata una vocazione irresistibile avresti potuto scegliere un'altra specializzazione: cardiologia, pneumologia, reumatologia, ortopedia... Invece, tra tante possibilità, hai preso ginecologia. Vuoi fare il ginecologo e non praticare un'interruzione di gravidanza e magari neppure somministrare la pillola perché te lo impedisce la tua coscienza e perché magari sta scritto in qualche libro sacro o perché l'hai sentito dire da qualcuno che sa quello che tu devi fare e come devi pensare. O forse sei obiettore perché obiettare è più semplice che fare il proprio dovere, anche quando questo comporta la soluzione un difficile dilemma morale? O lo sei perché non sembra bello dire che un buon medico non obietta e perché non obiettare avrebbe potuto costituire un ostacolo alla tua carriera?
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