domenica 3 febbraio 2013

Le balle di Giovanardi



L'ultima boutade di Carlo Giovanardi:

E' evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello[...]Come succede sempre in Italia su fatti come questi, si costruisce una carriera politica e la sorella e' diventata capolista di un partito. Era evidente che sarebbe finita così[...] Suo fratello è una vittima, era una persona malata, ha tentato più volte di recuperarsi, ha avuto una vita difficile da tossico e spacciatore[...]Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c'è nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori[...]Tre poveri agenti di custodia sono massacrati da quattro anni perché dappertutto e' stato detto che lui e' stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perché era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l'hanno lasciato morire prendendo per buona la volontà di una persona che non sapeva gestirsi. 
Politica e verità, ci ricordava Hannah Arendt, è difficile che si incontrino. Una menzogna ben confezionata e ripetuta produce risultati migliori  di una verità esposta con scrupolo giornalistico.
A Giovanardi, d'altra parte, non interessano le modeste verità di fatto, ma l'effetto che le sue parole generano sull' elettorato. E i fatti sono piuttosto chiari: un ragazzo viene trovato in possesso di pochi grammi di fumo, fermato e arrestato, muore pochi giorni dopo in ospedale, o perché massacrato di botte o perché non adeguatamente accudito. Colpa sua in ogni caso, almeno stando al parere dei nonpensanti. Se sei drogato peggio per te. Qualsiasi cosa ti accada, il pestaggio il questura o la morte solitaria in ospedale, sarà comunque frutto delle tue scelte sbagliate.

La vicenda di Stefano Cucchi è sovrapponibile a quelle di Federico Aldrovandi,  Giuseppe Uva, Aldo Bianzino e a tante altre di cui da conto  osservatoriorepressione.

In Italia ancora non esiste una norma che punisca la tortura, nonostante le molteplici sollecitazioni di organismi come Amnesty International.

È comunque triste rilevare come le questioni connesse alla giustizia penale in Italia divengano di attualità soltanto quando a finire dentro siano cleptocrati e bancarottieri e rimangano invece confinate nell'indifferenza nel caso in cui i rappresentanti della legge si accaniscono contro i deboli e indifesi. Uno strano garantismo quello italiano che trasforma in eroi i furfanti e le patrie galere in discariche sociali.

Torniamo al polverone elettorale suscitato da Giovanardi. Quella brutta legge che porta il suo nome abolisce la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti e punisce con pesanti sanzioni amministrative anche il semplice consumo di sostanze stupefacenti. Un provvedimento dalla marcata connotazione  illiberale che pretende di giudicare non ciò che le persone fanno ma quello che le persone sono: un passo indietro di duecento anni abbondanti nella storia del diritto penale.







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