Comprendo i dubbi di Fabristol sull'inquadramento storico complessivo della figura di Margaret Thatcher.
Se si assume una prospettiva libertaria, infatti, l'operato della Lady di Ferro non può che essere oggetto di interpretazioni polivalenti. All'inizio della sua carriera si espresse a favore della depenalizzazione dell'omosessualità maschile e dell'aborto e votò contro l'abrogazione della pena di morte. Se si prescinde da questi tentennamenti giovanili, l'immagine della Thatcher rimane consegnata alla sua politica economica, che la colloca nel pantheon del conservatorismo mondiale. Non a caso il termine liberismo è istintivamente associato a thatcherismo.
Io invece non ho dubbi. Margaret Thatcher è stata il più fiero nemico della classe lavoratrice e un campione dell'imperialismo britannico.
Non è bello gioire per la morte di qualcuno. Si comprenderanno però le ragioni per le quali non vestiremo a lutto.
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