martedì 7 maggio 2013

A chi giovano le prove INVALSI?


«Poiché la scuola dovrebbe essenzialmente far nascere lo spirito critico, la miglior cosa sarebbe eliminare l’Invalsi e restituire i suoi test a chi li ha inventati». (Luciano Canfora)

Durante il mese di maggio migliaia di insegnanti e di studenti italiani  vivono un'esperienza particolarmente cruenta e psicologicamente devastante: le prove INVALSI. Per chi non lo sapesse INVALSI è l'acronimo di Istituto nazionale per la valutazione del sistema formativo dell'istruzione
Lo scopo dei test INVALSI è quello di valutare le competenze degli allievi e, di rimando, quelle degli insegnanti e quindi la qualità della scuola italiana nel suo complesso.
Non sono pregiudizialmente contro la somministrazione dei test e personalmente li ho vissuti come un sistema per monitorare il mio lavoro senza particolare stress. Quello che ho avuto modo di osservare è che i bambini vivono quest'esperienza con un forte carico emotivo. Il risultati  risultano alterati proprio dalle aspettative che noi insegnanti riponiamo sui test. 
Contro le prove INVALSI si è levata la voce particolarmente autorevole di Luciano Canfora che le vede come il trionfo postumo di Mike Bongiorno. Insomma, la cultura fatta di test, di competizione e di punteggi assegnati con criteri francamente discutibili.
La funzione della scuola, così conclude Canfora la sua intervista e così io interpreto il mio mestiere, è prima di tutto quella di creare spirito critico, di formare quindi cittadini e non sudditi. 
A me pare invece che la tendenza sul lungo periodo sia esattamente opposta. Negli ultimi anni si parla in maniera maniacale di obbiettivi a scapito dei percorsi, di nozioni e contenuti che ignorano le componenti affettive dell'apprendimento. I test INVALSI puniscono la creatività, generano conformismo e mortificano le intelligenze divergenti. 
Aspettando, come si augura lo stesso Canfora e con lui buona parte dei docenti italiani, che i test INVALSI vengano restituiti a chi li ha inventati, proviamo a sognare una scuola senza registri, né voti, né schede di valutazione.

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