mercoledì 17 agosto 2011

Rinchiudete Padre Livio

I semplici non sospettano che il dibattito teologico possa essere estremamente ricco e variegato. E' da ingenui pensare alla Chiesa come ad un blocco monolitico, come se, pur all'interno della stessa ortodossia, non possano esistere punti di vista divergenti, persino sostanzialmente contrapposti. Carlo Maria Martini e Livio Fanzaga, ad esempio, sono sacerdoti dello stesso culto. Eppure uno di essi è un gentiluomo, un biblista raffinato, elegante nei modi, misurato nello stile, sempre disposto al confronto anche col mondo laico, che lo ascolta volentieri.
Padre Livio Fanzaga, invece, è un cattolico fondamentalista, intransigente, radicalmente antimoderno, chiuso a qualsiasi idea di diritto ondividuale; arla come un pazzo visionario che aspetta e teme la venuta dell'Anticristo.
Se fosse pazzo, come io sono propenso a credere, dovrebbe essere curato e posto nella condizione di non fare troppi danni.
Finchè è lui a non riconoscere di avere problemi mentali piuttosto seri non mi preoccuperei più di tanto: è proprio dei pazzi ostinarsi a non riconoscere la propria condizione.
Il punto che invece dovrebbe farci riflettere è che questi personaggi non sono tenuti per matti neppure dagli altri. Radio Maria, di cui Padre Livio è direttore, vanta ascolti quotidiani calcolati nell'ordine dei milioni. Tutti i giorni dunque milioni di persone possono sentire le sue invettive contro la modernità, godersi il panegirico dei martiri vittime del comunismo, il suo abbaiare rabbioso contro il pensiero laico, la difesa del magistero romano contro chiunque, anche all'interno della Chiesa, lo metta timidamente in discussione.
Rimane un dubbio. Se la croce è scandalo per la ragione, per quale motivo aggredire il mondo laico con argomenti che, negli intenti dell'oratore, vorrebbero essere razionalmente fondati?

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