martedì 29 luglio 2014

Una bella notizia

Finalmente sono riuscito a trovare nel web una bella notizia: Udi Segal, diciannovenne israeliano, ha deciso di sottrarsi alla leva obbligatoria per non rendersi complice del massacro in corso. Forse solo un'alzata di testa di quelle che la giovanissima età rende possibili. Non è una cosa da poco sfidare in modo così plateale le istituzioni e l'opinione pubblica che condanna senza appello una presa di posizione così netta e inequivocabile.  

giovedì 19 giugno 2014

España mañana será Republicana


Mi domando se gli spagnoli siano più mesti per la stupenda eliminazione della loro nazionale o più gaudenti per l'incoronazione del nuovo re Filippo VI.
Grandi novità in casa di una delle più feroci dinastie europee. Letizia Ortiz non ha una goccia di sangue blu ed è persino divorziata. In compenso è bellissima come si conviene ad una principessa. Sulla coppia grava il compito di rilanciare l'immagine della Casa Reale e l'idea stessa di monarchia, che anche in Spagna ha fatto il suo tempo.






  

domenica 18 maggio 2014

Quelli che in Svizzera è sempre meglio che da noi


La bandiera del "Cantone Marittimo"
La vicenda ucraina sta scatenando un eccesso di fantasia internettara. L'ultima trovata in ordine di tempo è la petizione on line con la quale i richiedenti domandano l'annessione della Sardegna alla Svizzera. Lasciando da parte la percorribilità istituzionale di una simile ipotesi, viene da domandarci, rimanendo sempre nell'ambito della fantapolitica, quali tangibili vantaggi possano derivare alla Svizzera dall'accollarsi la situazione economica dell'isola. Una volta che ci saremo consegnati alla Confederazione tutto andrà meglio: la disoccupazione scenderà ai minimi storici, il fisco sarà meno rapace e la pubblica amministrazione sarà finalmente efficiente e poco costosa. 
Una provocazione intelligente, è stato detto in un commento al post di Fabristol, che esibisce un entusiasmo degno di maggior causa e chiude così il suo intervento:
I vantaggi per la Sardegna sarebbero enormi, molti più di quelli dell’indipendenza totale: basso carico fiscale, libertà di decisione su tantissimi punti nodali del cantone, investimenti di ricche multinazionali svizzere, adozione del franco svizzero, integrazione all’interno di una confederazione di altri popoli con differenti culture e lingue. Allo stesso tempo per la Svizzera si tratterebbe di avere una gallina dalle uova d’oro: accesso al mare, aumentare il proprio territorio di quasi il doppio, la popolazione crescerebbe di 1.6 milioni di abitanti, ricchezze naturalistiche e minerarie, vacanze a basso costo ecc. La minoranza italiana diventerebbe meglio rappresentata anche se il sardo potrebbe essere inserito come lingua ufficiale insieme alle altre 4 lingue ufficiali (francese, italiano, tedesco e romancio) e, perché no, pure il catalano di Alghero. Le possibilità per la Svizzera e la Sardegna sono infinite e sono lì, pronte per essere prese a braccia aperte. Questa non è quindi una goliardata ma una seria proposta dai contenuti molto ragionati e di buon senso.
Non mi pare che l'appartenenza della Sardegna all'Italia abbia mai frenato l'afflusso di capitali stranieri. Per quanto riguarda i turisti, sono sempre benvenuti. Se poi la Sardegna disgusta chi vi abita da sempre la via dell'emigrazione è sempre aperta. Svizzera permettendo...




giovedì 20 marzo 2014

Io non lo farei mai ma...

Che sia vero o no che una donna abbia partorito nel bagno di un ospedale romano perché tutto il personale presente era obiettore ha poca importanza. La notizia è certamente verosimile, data la percentuale dei medici non abortisti presenti in Italia.
Il dato normativo inconfutabile è che l'interruzione volontaria di gravidanza è ammessa, quello culturale, invece,  è che tale pratica sia osteggiata in molte strutture ospedaliere, con tecniche che vanno dalla persuasione fino alla violenza psicologica. 
Se la donna si reca in ospedale perché ha deciso di interrompere la gravidanza deve essere messa nella condizione di farlo. 
Io non lo farei mai ma ... Certo io non lo farei, anzi, non lo farò mai perché non ho un utero. Ma? Nessun ma. Non ho il diritto, e penso che nessuno lo abbia, di sapere cosa sia bene per le altre. Eppure si narra, e credo che la notizia non sia completamente infondata, che in alcuni reparti si aggirino strani personaggi che, in nome della propria particolarissima visione del mondo, pensano di sapere quale sia la decisione che le altre debbano prendere.
Nessuna ha mai preso a cuor leggero la prospettiva di rinunciare alla maternità.
Non c'è dubbio che una gravidanza indesiderata sia un dramma di proporzioni enormi. Per questo motivo ritengo che il numero degli aborti debba e possa diminuire in maniera significativa. Il ricorso generalizzato alla contraccezione con metodi non naturali, pillola e preservativo, consentirebbe di limitare le gravidanze indesiderate fino quasi a farle scomparire del tutto. Il punto è che gli stessi ambienti antiabortisti manifestano riserve di natura etica anche sulla contraccezione, ammettendo solo i metodi naturali. Metodi naturali: come incrociare le dita e sperare che non accada.

domenica 23 febbraio 2014

Il Sol dell'Avvenire

In luogo delle consuete analisi elettorali, che sarebbero viziate da un'eccesso di raro ottimismo, preferisco abbandonarmi al ricordo e alla nostalgia.
Quando ero bambino abitavo nei pressi di Porto Torres. Babbo faceva il pastore: aveva abbandonato il paese d'origine ma non era stato sedotto dal miraggio dell'industrializzazione. Ragionando con la pacatezza di un'aduldità a fatica conquistata posso affermare che il rifiuto di andare a vivere in città sia stato un dono stupendo di cui solo troppo tardi ho compreso il significato.

Tenemmo a Nule la residenza per cui con cadenza mediamente annuale tornavamo in paese per votare. Cosa volesse dire non lo sapevo, ma sapevo che era una cosa che le persone grandi dovevano fare.

La domenica elettorale era tradizionalmente inondata da un sole meraviglioso. Mi piacerebbe pensare che fosse il Sol dell' Avvenire. Festa comandata o doverosa incombenza civile alla quale sarebbe stato inopportuno mancare, era comunque bello trovarsi tutti a casa di nonno. Dopo il pranzo a noi bambini era concesso di giocare in sa corte. A dire il vero non saprei dire se davvero trascorressimo in cortile il dopo voto. Non ha importanza. Voglio ricordare le cose che più mi piacciono.

Il viaggio a Nule era però un tormento: oltre cento chilometri di cui la metà particolarmente favorevoli al più terrificante mal d'auto. Per un po' di tempo ho accarezzato egoisticamente l'idea di deportare il parentado nella Nurra. Mamma mi disse che sarebbe stato meglio studiare ingegneria civile e così, diventato grande, avrei potuto addomesticare il cammino che porta alla Memoria.

Una combinazione tra eventi casuali e scelte personali mi ha portato a vivere ad Ozieri, a metà strada Porto Torres e Nule. Vedo che qualcuno sta provvedendo a realizzare il mio antico e inconfessato desiderio, forando montagne e incatramando nuove strade. Un vero peccato, proprio ora che ho imparato ad apprezzare il piacere della guida e ad assaporare il viaggio più che l'arrivo a destinazione. 






In memoria del professor Todini

     Ho visto il video senza l'audio e mi sono abbandonato ad un commento vigliacco e banale: il dato positivo della faccenda - ho de...